sabato 6 gennaio 2018

La compagnia della Pietra

Nel penultimo giorno dell'anno domini MMXVII, nella Contea di Travo, nel cuore delle dolci colline della signoria di Placentia, nella terra di mezzo, una confraternita di avventurieri si è radunata sulle rive del torrente Trebbia per compiere (dopo aver indossato le loro scintillanti armature) il rituale pellegrinaggio benaugurante che attraverso i territori del Grande Vallo conduce ai piedi delle pietre sacre di Parcellara e Perduca.
La compagnia era formata dall'orco Prando, dal mezz'elfo Ironbatta e dal principe umano Cesare (anch'egli appartenente all'antica genìa degli uomini di ferro, il cui stendardo riporta una emme pallinata).



La missione dei tre prodi inizia tra risa, lazzi e maschio cameratismo, ma appena entrati nella selva oscura, trovano ad attenderli (oltre alla difficoltà dell'erta ripida e faticosa) tronchi e rami posti sul sentiero a sbarrar loro la strada.



Potrebbe essere stato il fortunale di qualche sera prima, ma i nostri eroi riconoscono subito il primo dei tranelli tesi loro dal perfido parademone Stòchæzz, che li perseguiterà per tutta la giornata.
Questo è un angelo delle tenebre votato al fiaccare e distruggere la forza e la prestanza dei valorosi atleti che, mossi dal più puro e alto spirito sportivo, si cimentano in prove al limite della loro (seppur scarsa) vigorìa. (NdT: altri di questi parademoni sono ad esempio la Nuvola di Fantozzi, il Bucaruotadellabicidacorsa o il temutissimo e invincibile Influenza Intestinale).
All'interno del bosco incontrano un'altra compagnia, in questo caso appartenenti alla gilda dei cacciatori di cinghiali, con cui scambiare virili gesti scaramantici.

Superato il tetro bosco, i nostri raggiungono il primo dei luoghi mistici: l'eremo di S. Anna, dove, all'ombra delle antiche pietre, si ricaricano di punti energia.



Ripartiti verso la cima dello spartiacque, il parademone Stòchæzz cerca di fermare l'epica cavalcata della cavalleresca compagine con l'incantesimo della neve. Ma i tre nobili cavalieri affrontano il percorso vieppiù con rinnovata energia e, anzi, con massimo gaudio.



Oh giubilo, oh beatitudine, oh allegrezza!
Raggiunta è la cima.
Pietra Parcellara è conquistata, e rinnovati sono ora i voti di fortuna e prosperità per l'anno nuovo per i prodi partecipanti.



Ma proprio subito dopo il momento della vittoria, quando gli animi si quietano e le difese si allentano, è proprio lì che il parademone Stòchæzz colpisce con forza e ferocia.
Il principe Cesare, colpito da uno strale alla gamba (un problema al bicipite femorale che gli procura dolori nella corsa), deve rinunciare al percorso ad anello previsto, e prosegue mesto e lentamente in solitaria verso il punto di partenza, attraverso una scorciatoia.
Ma anche l'orco e il mezz'elfo non possono proseguire il percorso programmato: uno degli spiriti minori al servizio del parademone Stòchæzz, è riuscito (in un punto non precisato del sentiero) ad intrufolarsi nella bisaccia dell'orco e a trafugare le chiavi della carrozza con cui la compagnia era arrivata nella terra di mezzo.
Per porre rimedio a questa sventura, ed evitare di richiamare altri scudieri con una carrozza nuova per tornare alle proprie terre, Prando ed Ironbatta tornano sui loro passi, scrutando il sentiero con l'occhio del falco e la pazienza del saggio.
Ma l'asso della manica del mezz'elfo (che in gioventù aveva fatto studi da stregone bianco) è un'incantesimo potentissimo: l'invocazione a Sant'Antonio. E ripetendo ossessivamente l'antichissimo mantra: "Sant'Antoni dala barba bianca, fam trüà quel che me manca!" il miracolo si compie, e nei pressi degli alberi caduti nel primo bosco si ritrovano le chiavi della carrozza (visto che gli alberi caduti non c'entravano col temporale: erano opera di una forza oscura!).



Ricongiunta che la compagnia si è, sulle chiare rive del fiume, i valorosi si abbracciano e festeggiano la riuscita della cerca, brindando con dolce idromele e banchettando con saporite cacciagioni.



... ecco, più o meno ...



Questa era la cronaca leggermente romanzata di una corsetta con un paio di amici sul percorso del Trail delle Pietre che avevi fatto esattamente un anno fa con la biondina (qui la cronaca). Stavolta però il trail ha assunto tratti un po' più epici tra neve, fango, alberi caduti, infortuni e perdita delle chiavi della macchina. Talmente epico che nella tua testa è diventato un fantasy.
George R.R. Martin te spiccia casa.

mercoledì 27 dicembre 2017

Nadàl de Cursa

Correre per il paese vestiti da Babbo Natale, ormai è diventata in Italia una tradizione al pari con cose tipo il presepe vivente, la villetta tutta illuminata o i mercatini dell'artigianato. Tutte le città ne hanno una.
Poi naturalmente, a seconda delle dimensioni della cittadina, si ha la mezza maratona con migliaia di partecipanti, o la scampagnata informale tra un gruppetto di amici.
L'anno scorso, per le vie del tuo paese, c'è stato in effetti una gruppetto di una ventina di amici che hanno corso per il paese con il cappello di babbo natale (qui la cronaca).
Quest'anno te e il Max avevate pensato di rifarla uguale, magari con un po' più di amici da invitare.
Ma a fine novembre, tramite Ironbatta che ne è il tesoriere, il gruppo di volontariato Noi Per Voi Sant'Angelo (praticamente la pro-loco locale) ha contattato il Gruppo Podisti dicendovi che, visto che l'anno scorso i vostri concittadini hanno apprezzato l'iniziativa, se volevamo rifarla loro ci avrebbero fornito logistica e aiuto per l'organizzazione.
Praticamente vi hanno chiesto di farlo diventare un appuntamento istituzionale e non solo un flash-mob tra amici.

All'inizio, fatta la tara all'orgoglio di veder riconosciuta la vostra attività, non è che avevi molta voglia di sbatterti per organizzare una roba complicata. Ma alla fine c'è da dire che te hai fatto ben poco, se non un paio di riunioni e la parte social / marketing dell'evento (che con quello ti diverti sempre molto).
E quindi, oltre al gruppo facebook (qui per leggere le vaccate che hai scritto) e whatsapp, stavolta ti sei disegnato, stampato e distribuito anche un volantino da appendere in tutto il paese.


Il più grosso punto di domanda di tutta la vicenda era banalmente l'affluenza, e voi organizzatori eravate in bilico tra l'entusiasmo nel vedere interesse attorno all'evento, e la paura che la cosa potesse sfuggirvi di mano.
Poteva presentarsi troppa gente da non essere in grado di garantire la sicurezza sulla strada.
Poteva presentarsi gente che non ha mai corso in vita sua e quindi dover fare tutto il percorso camminando.
Poteva farsi male qualcuno.
Poteva presentarsi poca gente.
... poteva ...
e, invece ...


Stimati circa 70 partecipanti (questura ed organizzatori sono concordi) che si sono presentati con lo spirito giusto: allegri e caciaroni. Quasi tutti vestiti da babbi natali, o con almeno qualcos'altro di caratteristico (te avevi le corna da renna, per dire). Avete corso in quasi tutti i quartieri di Sant'Angelo, avete fatto tappa ad un bar per il tè caldo, siete entrati nel centro commerciale del paese (che vi aveva anche preparato dei sacchetti pieni di caramelle che avete poi distribuito ai bambini e non solo che trovavate sul percorso), avete fatto una serie di foto in punti strategici. E avete urlato e cantato tanto da non avere più voce il giorno dopo.
E visto che l'evento aveva il suo bell'hype, c'erano presenti anche i media. Così il video dell'evento non hai dovuto montarlo tu, ma c'erano i professionisti di Sant'Angelo TV a farlo.


Alla fine sembravano tutti contenti e soddisfatti.
Te lo eri di sicuro.

Per ultimo un po' di ringraziamenti: te in particolare e il gruppo Podisti di S.A.L. in generale, volete ringraziare l'amministrazione comunale, i Vigili Urbani, la Protezione Civile e l'associazione Noi per Voi Sant'Angelo per l'aiuto nell'organizzazione dell'evento.
E per finire tutti i runner e in particolare la palestra Dolce Vita e Fiesta Brava per la partecipazione in massa.

Questo è stato il primo anno (diciamo che l'anno scorso non vale) e hai già capito che diventerà un appuntamento fisso delle feste natalizie. Bisognerà calibrare meglio alcuni aspetti, ma soprattutto fare un ragionamento più ampio su cosa volete creare. Hai raccolto un po' di impressioni alla fine, e molta gente ti ha suggerito due percorsi differenti: uno per chi vuole correre e uno più corto per i bambini e per chi vuole camminare. E' sicuramente un ragionamento sensato, ma vorrebbe dire raddoppiare lo sforzo organizzativo. Ci penserete.

Appuntamento al 24 dicembre 2018.

mercoledì 20 dicembre 2017

Maratona del Tricolore - 10/12/2017 Reggio Emilia

Sono passate quasi due settimane dalla gara, e per una brutta storia di sfighe collaterali che sfiancano la famiglia e rubano tempo libero e serenità (la mamma della biondina in questi giorni è di nuovo all'ospedale, e dovrà rimanerci per settimane) hai trovato il tempo di finire di scrivere solo adesso. Caro il mio 2017, vedi di andartene alla svelta fuori dai maglioni che hai rotto.
Fine dello sfogo, adesso si parla di corsa.

Questa è la cronaca di una scommessa vinta.


Quando hai deciso di tornare a correre i 42 km dopo quattro anni e mezzo dall'ultima volta, ti eri fatto l'idea che questo era l'anno buono per provare a te stesso che 3h46' era un tempo sì onorevole, ma che era ancora troppo alto rispetto ai tuoi limiti attuali. E quindi, dopo la tua esperienza con il triathlon, e soprattutto dopo i tuoi recenti tempi sulla mezza maratona di poco sopra ai 90 minuti, ti eri fatto l'idea di poterti permettere di correre attorno alle 3 ore e mezzo.
E con l'andare della preparazione questa idea (seppur minata dal lecito scetticismo del maratoneta amatore) era diventata per te quasi una certezza. Anzi, negli ultimi lunghi il tuo passo era anche migliore del tuo obbiettivo dei 5'al km.Ma comunque rimanevi umile, che c'era sempre il muro degli ultimi chilometri da scalare e qualche possibile imprevisto dell'ultim'ora che ti manteneva cauto.
C'era qualcuno però che cauto non era. Nello specifico l'ottimo Ironbatta andava sperticandosi in lodi alla tua preparazione e pronosticando un tempo sotto i 3h 25'. Un po' per scherzo, un po' perché ci speravi anche tu, hai scommesso con lui che gli avresti pagato una pizza se fossi riuscito a stare sotto il suo pronostico.

... eh, ha vinto lui ...


Presentiamo i fatti.
Come troppo spesso ultimamente ti sei messo in macchina da solo molto presto la mattina di domenica per essere presente al ritiro pettorali in tempo. Stavolta è andato tutto bene (non come l'altra volta). Accoglienza perfetta nel palazzetto in pieno centro a cento metri dalla partenza. Forse un po' troppo traffico nel palazzetto nei minuti concitati subito prima della partenza, ma meglio di così era difficile fare.
Il tempo di salutare qualche conoscente dei paesi vicini al tuo che si sono dati appuntamento a Reggio per l'ultima maratona della stagione e ti ritrovi sotto l'arco della partenza.
Dopo circa sei chilometri state già lasciando il centro abitato per la campagna emiliana e (percorrendo stradine di campagna molto caratteristiche e piacevoli, ma con un piccolo e costante dislivello positivo) cerchi di impostare il tuo passo attorno a 4'55".
Tutto gira bene, e attorno al 13° km raggiungi i palloncini dei pacers delle 3 ore e mezza. Superarli è abbastanza complicato, perchè sono un bel gruppone e, a causa delle stradine strette, per passarli devi correre giù dalla strada dove si può, e comunque è necessario una bella accellerazione (questo chilometro fatto in 4'31").
Alla mezza maratona ti mangi il primo gel e ritiri un po' il fiato, aiutato dalla bella atmosfera che c'è nelle frazioncine che attraversate (a Montecavolo percorri la piazza del paese tra due ali di sbandieratori).
L'altimetria comincia mediamente a scendere, ma ci sono alcuni saliscendi che ti rallentano e ti tengono in apprensione: non è che alla fine li paghi questi sforzi?
Sembra di no, e circa al km 37 entrate in città attraverso una passeggiata lungo il torrente Crostolo. La crisi non arriva, e cominci a fare un po' di conti sul tuo tempo finale. Pur ottenebrato dall'anossia del momento, riesci a calcolare che stai comodamente sotto l'obbiettivo delle 3 ore e mezzo. A questo punto, visto che le gambe stanno bene, butti il cuore oltre l'ostacolo e gli ultimi chilometri te li fai tirati alla morte e con la faccia cattiva (fino ad arrivare a 4'36" nel 42° km).

Alla fine scopri di aver fatto bene i conti (sei pur sempre ingegnere) e questa accellerazione che ti sei imposto ti permette di stare di soli 15 secondi sotto le 3h 25'


Parlando di sensazioni, sei più che soddisfatto.
Un crono stratosferico (stiamo parlando di 22' in meno rispetto al tuo precedente PB, e qui non è che si diventa più giovani), con lo stesso tempo preciso tra la prima e la seconda mezza. Non hai camminato praticamente mai, se non un breve rallentamento nei tre ristori che hai fatto. Sei arrivato stanco, ma non spossato, e stavi bene.
Ecco, questa è la cosa più bella: stavi bene e negli ultimi 100 metri sulla passerella prima dell'arrivo eri felice e stavi da Dio. Sensazioni indimenticabili.


L'hai già detto all'inizio e lo ripeti come nota superpositiva: organizzazione perfetta e simpaticissima. Da segnalare ad esempio il ristoro al 40° (che tu non hai potuto apprezzare per colpa della trance agonistica) dove sei passato sotto l'arco del trionfo scortato dagli angioletti tentatori:


Sei molto felice di come è andata: dopo anni di pausa hai affrontato ancora la regina delle distanze e l'hai onorata con la tua migliore prestazione possibile.
Grazie, maratona. Alla prossima.


P.S.: Batta, non è che mi sono dimenticato: dammi il tempo di tirare il fiato in questo periodo di melma, poi ci gustiamo questa meritata pizza (e un paio di birrette).

mercoledì 6 dicembre 2017

Lo scarico ti ha scaricato.

Ad oggi possiamo dire che i giochi sono fatti.
A poco più di 72 ore dalla partenza della maratona di Reggio Emilia ormai tutto è pronto. Manca solo il carico di carboidrati, ma tutto l'allenamento specifico è alle spalle, compresi i lunghi e la fase di recupero.
E quindi domenica mattina hai solo che andare a ritirare la medaglia, che quanto vali l'hai già stabilito in queste dodici settimane di preparazione.

Quel piacere quasi fisico nel riempire tutti gli spazi.

Però hai qui sul groppone un pensiero di cui ti devi liberare. Un po' come considerazione generale sulla preparazione di questo tipo di gare, un po' perchè (come ogni amatore che si rispetti) è ora di uscire il tuo personale atto di maniavantrismo.

Sembrerà una battuta neanche troppo divertente, ma il momento peggiore della preparazione sono state le ultime tre settimane di scarico.
Come si vede, l'ultimo lungo di ben 37 km l'hai fatto il 18 novembre ed è stato una cosa epica dal punto di vista del risultato cronometrico. Una media spettacolare che ti ha stupito e delle ottime sensazioni che ti fanno ben sperare. Eri arrivato a quell'appuntamento carico a mille, con proprio la voglia di correre e la testa ben concentrata.
Poi però, dopo questo allenamento, ti sei spento.
E' come se la consapevolezza di aver finito la parte più dura ed impegnativa della preparazione, ti avesse tolto gli stimoli. Gli ultimi allenamenti li hai fatti da svogliato, senza quella cazzimma che ti faceva andare in pista al freddo e al buio al martedì sera tutto contento all'idea di fare le ripetute ad un passo inferiore alla mezza maratona.
Come da titolo, lo scarico ti ha scaricato.
Forse per te che sei abituati ai carichi di lavoro del triathlon, tre settimane di scarico sono troppe.
Forse due settimane erano sufficienti, e adesso ti sei fatto scappare il picco di preparazione.
... eh, niente, mi sa che 'sti dubbi te li porterai domenica fin quasi sulla linea di partenza.
Stacce.

Però, ecco, oggi è arrivata via mail la conferma dell'iscrizione e l'assegnazione del pettorale (n. 927). E in allegato a questa mail, oltre al foglio da stampare, ti è stata recapitata anche la strizza.
Quella bella, quella che ti esalta e ti pompa adrenalina buona se pensi al momento della partenza che ti aspetta.

#daicandom

mercoledì 15 novembre 2017

La biondina non è donna da strada ...

... infatti è donna da fuoristrada.

La passione per la natura in generale e la montagna in particolare ha sempre accompagnato la biondina, e si è accentuata in questi ultimi anni. Era quindi inevitabile che, dopo essere passata dalla bici da corsa alla MTB, passasse dalle corse su strada ai trail.
Non stai (ancora) parlando di skyrunning o di ultratrail (anche perchè per questo genere di cose ci vuole quantomeno preparazione fisica e tecnica difficilmente compatibile con le possibilità attuali), ma di onestissime corse attorno ai venti chilometri collinari.

E con questo spirito (spulciando l'elenco delle gare nel circondario e tenendo d'occhio le per voi abbastanza comode colline pavesi e piacentine), negli ultimi mesi la biondina ha scovato e ha partecipato alle seguenti tre gare +1:

Ceresino Night trail - Calvignano (PV) 15/07/2017
Riferimento Facebook qui.
15 km 700 mD+
Gara serale con arrivo all'imbrunire, e quindi luce frontale obbligatoria (primo acquisto di un certo livello).
Per questo giretto siete andati anche te e il bimbo assieme al cane, per godervi la passeggiata di 7 km nelle stesse colline.
Bellissima serata per tutta la famiglia, con unico problema che non vi siete potuti gustare la festa di paese all'arrivo perchè l'invasione di zanzare (contro la quale non eravate adeguatamente preparati) vi ha fatto scappare.

Traccia Garmin e foto.







Scuropasso Trail - Cigognola (PV) 08/10/2017
Riferimento Facebook qui.
17 km 600 mD+
Qui si ritorna alla normalità, nel senso che se va uno, l'altro deve rimanere a casa, ma lei è fortunata e ha sempre compagnia.
Infatti ha condiviso il viaggio con Angelo, altro runner del vostro paesello, e sul posto c'erano altri due ragazzi che conosceva, che, anche se non hanno corso tutto il tempo con lei, per lo meno hanno accompagnato tutta la mattinata.

Traccia Garmin e foto.






Arquato Trail - Castell'Arquato (PC) 15/10/2017
Riferimento Facebook qui.
22 km 800 mD+
All'interno del circuito Trail Challenge Valli Piacentine (assolutamente da tenere d'occhio l'anno prossimo), la biondina espatria in Emilia per una corsa più tecnica con partenza ed arrivo all'interno dello splendido castello.
Mattinata passata in compagnia della zia stordita che si è corsa il percorso light e del Ciro, il tronista del running nostrano.

Traccia Garmin e foto.






Quattro Chiese Trail Test Day- Verzi di Loano (SV) 12/11/2017
Riferimento Facebook qui.
17 km 1.100 mD+
Questo è quel +1 che hai nominato in premessa, nel senso che lei non ha partecipato alla gara (che tra l'altro sarà domenica prossima) ma il sabato prima si è aggregata al Test Day: quella simpatica iniziativa che servirebbe ai vari campioni a provare il percorso in modo da affinare la tattica di corsa per la vittoria, ma che più banalmente permette, a chi non può partecipare alla gara, di farsi una bella sgambata in compagnia su percorsi che altrimenti non potrebbe mai fare in quanto non conosce i luoghi.


Con la scusa, si è organizzata una gita in giornata (accompagnata dalla zia stordita che non vedeva l'ora di condividere, se non la corsa, almeno una mezza giornata al mare) e si è sparata i 450 km di strada andata e ritorno in Liguria.
Quindi, dopo una mattinata a respirare iodio e mangiar focaccia con le olive, si è trovata in una frazioncina nell'immediato entroterra con due organizzatori ed un altra decina di persone per correre a passo controllato sui sentieri là dove le Alpi diventano Appennini.

Traccia Garmin e foto.





Ora, cosa ha imparato la biondina da queste gare in sterrato?

Che ci sta dentro, molto più che in gare veloci come le mezze maratone, infatti i tempi finali e la classifica di categoria cono molto lusinghieri.

Che lo zainetto Salomon ADV Skin comprato usato su subito.it è una figata.



Che visti gli importati dolori muscolari nei giorni successivi (e fino a quando i muscoli non si saranno abituati a questo tipo di sforzo) il migliore amico del trailrunner è l'amminoacido ramificato o simili alla fine della gara.

Che l'hastag più ricorrente per il 2018 della biondina sarà #passionetrail

venerdì 3 novembre 2017

Laus Half Marathon - Lodi 29/10/2017

Domenica scorsa terza edizione, e per la terza volta ti ritrovi a correre su strade che puoi considerare di casa.
Qui e qui le altre tue partecipazioni.

Come le altre volte, nell'oretta tra il parcheggiare la macchina e lo start incontri, saluti, abbracci e conosci tante di quelle persone che bastano a compensare tutte le altre gare dell'anno in cui ti trovi da solo. Senza considerare poi  gli amici che non corrono, e sul percorso si trovano anche solo per salutare o incitare.
Per te, ancora una volta, la mezza di Lodi è una festa.

Queste sono le foto che hai fatto prima e dopo la partenza.


... e in mezzo c'è tutto il resto.
Che anche qui, tranne alcuni tratti, di solito sei abituato a gareggiare da solo, perchè trovare un amico che abbia il tuo stesso passo o il tuo stesso obbiettivo, è oggettivamente difficile.
Ma stavolta c'era il Batta ...

Il buon Ironbatta è il tuo compagno di allenamento usuale per le uscite di bici e spesso anche per la corsa. Ma mentre per la bici siete molto omogenei come rendimento (forse tu hai qualcosa in più come passo in pianura, ma nei tratti collinari siete sempre appaiati), correre con Marco è per te oggettivamente difficile: lui è uno con PB nella maratona sotto le tre ore. Quindi è uno che se si impegna ha un passo sulla mezza di una decina di secondi in meno al chilometro, anche in un momento particolare come questo dove sta uscendo da un infortunio piuttosto importante che l'ha tenuto fermo per un po' di mesi e gli ha impedito di fare una stagione di triathlon decente.
Stavolta però, bontà sua, ha deciso che aveva voglia di correre insieme, per godersi la giornata.
Quindi avevate stabilito, con te che stai preparando una maratona, di adottare un passo media attorno a 4'40", per poi vedere come va ed eventualmente accelerare.

Solo che i primi chilometri parti un po' veloce per toglierti dalla calca, poi c'è quella discesa che ti fa accelerare, poi mentre chiacchieri non ti accorgi di essere troppo allegro, poi "adesso rallentiamo", poi "hai fatto trenta facciamo trentuno", e alla fine ti ritrovi a finire la mezza in 93 minuti (passo 4'26" al km), a tanto così dal tuo PB.



Ma al di la del risultato sportivo, questa verrà ricordata come la mezza della stupidera.
Te e il batta vi siete divertiti come dei bambini a chiamare l'applauso del pubblico quando c'erano più di dieci persone a bordo strada, a regalare la tipica Posa da Esaltato™ a tutti i fotografi sul percorso, a condividere in diretta facebook gli ultimi cinquecento metri della corsa, al grido di #sonbonpù.


E infine a passare sotto il traguardo urlando a squarciagola.


Questa è la corsa che ci piace.
Questa è passione e condivisione. 

domenica 1 ottobre 2017

Preparazione e pianificazione

L'hai letto su uno di quei fumetti iconoclasti e sboccatissimi di Garth Ennis:

"Una buona preparazione e pianificazione,
ti evita di fare la figura del coglione"

che rapportato al mondo del running si traduce pressappoco così:


Le famose dodici settimane di paura in preparazione di una maratona sono cominciate il 18 settembre e ti porteranno il 10 dicembre a Reggio Emilia.
Anzi, qui non ti porta nessuno da nessuna parte, sei tu che devi far lavorare le tue gambette.

La tabella qui presente l'hai riesumata dall'ultima volta che avevi fatto la maratona di Piacenza, e ti era piaciuta. Allora ti aveva portato ad un buon risultato, anche se in verità non l'avevi seguita con la dovuta costanza e perseveranza. Ti sembra un buon compromesso tra l'allenamento specifico per la maratona e la tua voglia / esigenza di fare anche altro. E' frutto di esperienza tua e dei tuoi conoscenti mischiata con la bibliografia basica del maratoneta, e si basa su tre allenamenti durante la settimana (lento, ripetute e medio o progressivo) più un lungo la domenica da alternarsi tra un 21 o un lunghissimo dai 25 ai 38 chilometri.
A questi devi aggiungere naturalmente i due allenamenti a nuoto, e nel giorno libero se puoi esci in bici.

Dopo quattro anni e mezzo (e due interventi alle ginocchia) hai deciso che il tempo è maturo per affrontare ancora quella brutta bestia che è la maratona. Nel frattempo non hai certo battuto la fiacca, anzi hai partecipato a gare ancora più lunghe nel triathlon, ma questo ritorno alla distnza lunga in corsa un poco ti inquieta.
E nello specifico la paura è legata all'aspettativa.
Cioè, stai parlando di tue paure legate alle tue aspettative, che qui non devi dimostrare niente a nessuno, ma non per questo puoi star sereno.
Tra un mese e mezzo circa potrai essere un po' più preciso per quanto riguarda il tuo obbiettivo cronometrico finale, ma adesso hai in mente un tempo sotto il quale puoi ritenerti soddisfatto. E questo tempo limite è molto inferiore al tuo PB.
E' giusto questo limite?
Stai interpretando bene i segnali del tuo corpo?
Sarai all'altezza dell'idea che hai sul tuo valore come maratoneta?
Basterà tutta la dedizione che saprai buttarci dentro?
Perchè, come ben sai, spesso preparazione e pianificazione non bastano.
Ci vuole anche culo.

venerdì 22 settembre 2017

Vacanze part-time

Oggi è il primo giorno d'autunno, l'estate è finita (e un anno se n'è andato, parafrasando Michael e Johnson) già da un pezzo, figurarsi se ti ricordi ancora le vacanze.
Però un post consuntivo così, tanto per rimembrare i bei posti che avete visto, puoi permettertelo.
La premessa è che da un paio d'anni a questa parte non potete fare delle vere e proprie ferie, ma soltanto due/tre notti per volta, visto che i nonni non sono più autosufficienti per più di una manciata di ore ed hanno bisogno di costante aiuto. Niente più vacanze di una settimana, e questo elimina definitivamente tutte quelle cose tipo prendere l'aereo, la nave, o anche solo andare all'estero.
Ma comunque, con un po' di organizzazione, si può fare delle belle vacanze.


Il primo pezzo è stato a luglio, quando avete passato due notti in Val Pusteria per la gara della Dolomiti Superbike della biondina. Ne raccontavi qui e in effetti, a parte l'eccessiva brevità della cosa, è stato una parentesi molto bella. I posti sono veramente entusiasmanti e siamo vicini alla vacanza perfetta, con l'unico problema di essere troppo lontani da noi per sfangarla in un weekend. Cinque ore per arrivarci sono troppi per poterli ammortizzare in pochi giorni.
Ma piuttosto che niente ...

Per il mese di agosto, era necessario trovare una sistemazione simile a quella dell'anno scorso, dove avevate affittato per tutto il mese un monolocale a Finale Ligure, che con due ore di autostrada arrivi comodo e puoi rilassarti in spiaggia o fare un po' di sport di quello che piace a voi.
La biondina ha un portafoglio di amiche pieno di persone splendide, e se anche qualcuna ha una personalità improbabile (la zia stordita in primis, ma non solo), sono tutte gentili e generose. E' questo il caso della Ro che vi è venuta incontro e, visto che lei nel mese di agosto non la utilizzava, vi ha dato a disposizione le chiavi del suo bilocale nella periferia di Pietra Ligure.
Sistemazione ideale per voi, e per tre volte avete percorso i 210 km che separano casa vostra dalla riviera con in macchina il cane e due bici da corsa.
Questa cosa che per la prima volta siete andati al mare con Billy, vi ha costretti a non usare la classica spiaggia libera, ma lo stabilimento balneare apposito aperto agli animali. Il piccolo si è comportato bene, anche se ha espresso l'avversione tipica per l'acqua della sua razza (non è mica un labrador), e voi avete avuto l'occasione di conoscere cani e padroni di tutti i tipi.



Vi siete fatti tanti bei giretti in bici e di corsa.


Menzione speciale per una bella gita a Monaco, che sentir parlare francese ti piace un casino, e poi Montecarlo è una città bellissima nei suoi estremi.


Ma oltre al mare, il bimbo si è fatto altri cinque giorni di montagna, di cui tre senza i suoi genitori.
Il suo amico del cuore Ale (ne parlavi già due anni fa di amicizie infinite) è stato un mese in montagna a Rabbi (TN) prima con i nonni, poi con i suoi genitori, e per fargli una sorpresa nell'occasione del suo compleanno, il Luca è andato con mamma Loredana e papà Lorenzo il primo agosto in montagna con loro. Bella sfida per lui stare senza genitori o nonni per qualche giorno, ma con loro è stato come essere in famiglia.
Si racconta di partite a pallone infinite, di chiacchierate che non smettevano fino nel cuore della notte, di letti matrimoniali espropriati per non separarsi neanche a dormire, di appetiti insaziabili, di docce comuni e di risate sguaiate.


Poi venerdì 4 agosto siete andati su anche voi per passare una notte in un B&B lì vicino e tornare poi a casa il sabato sera.
Sono stati due bei giorni dove avete fatto una bella passeggiata nei dintorni, una cena epica in malga e una gita in funivia ai tremila metri nel paese vicino di Pejo.


E quindi questo primo giorno d'autunno lo hai passato a ricordare l'estate e a fare taglia e incolla di foto del mare e della montagna. Niente male.

lunedì 11 settembre 2017

Granfondo di Casteggio (PV) - 10/09/2017


Per la seconda parte di questa stagione agonistica finora abbastanza soddisfacente, hai deciso che basta triathlon, torniamo alla bici e alla corsa.
Se per la corsa a piedi sei ancora molto indietro (che sono mesi che non corri più di 20 km, anche se sono previsti botti per la stagione autunno/inverno) per la bici in questi mesi estivi ci hai dato dentro discretamente, e quindi avevi deciso qualche tempo fa che avresti partecipato alla prima edizione della GF di Casteggio, organizzata dal gruppo del tuo paese (a cui eri iscritto qualche anno fa).

Purtroppo anche stavolta eri da solo, che la biondina (per quella antipatica storia che non riuscite a fare qualcosa insieme, a meno di sforzi organizzativi immensi) ha corso settima scorsa la GF Scott si Piacenza (come avevate fatto insieme due anni fa) insieme a Agostino, SpeedyBikers che si sta appassionando alla bdc.

E quindi domenica scorsa ti sei presentato alla partenza con l'idea di provare finalmente a fare il percorso lungo di una granfondo, che in questo caso si trattava di 130 km e 2.300 metri di dislivello. Una bella sfida dal tuo punto di vista, che non hai mai corso per così tanti chilometri tutti in una volta (può sembrare strano ma è così: sei solo chiacchiere e chip).

Succedaneo della foto in zona cambio

Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la pioggia (oltre a e il), anzi il nubifragio che nei due giorni precedenti ha costretto gli organizzatori ad intervenire più volte sul percorso anche a pochissime ore dalla partenza (alberi abbattuti, voragini aperte sull'asfalto) e addirittura a tagliare l'ultima salita del percorso per frana.
Che dopo otto mesi di siccità, è divertente che l'acqua si concentra tutto in poche ore a rompere le borracce, no?
Ti presenti in griglia con molte titubanze: ti è già capitato di pedalare sotto la pioggia scrosciante quest'anno al triathlon medio di Lovere, ma almeno era giugno, faceva caldo e comunque all'interno di un triathlon ti passa di più.
Dai, partiamo che poi al bivio decidi cosa fare.

Fino a quattro giorni prima uscivi in bici con la canottiera.

... e niente, al bivio hai girato per la corta.
Non stava piovendo forte, anzi, a dirla tutta di pioggia non ne hai presa molta, ma la situazione a Montalto Pavese, in cima alla prima salita, era questa:

Fonte: PlayFull.it

Non te la sei sentita.
Che già sei una capra a guidare la bici (e in effetti in una discesa nella seconda parte della gara eri troppo veloce e hai fatto un lungo pericolosissimo finendo per sconfinare nella corsia opposta, fortuna che non c'erano macchine), in queste condizioni per te il rischio non valeva la candela.
Con il senno di poi, forse ti dichiari pentito della tua scelta: potevi osare di più, che tanto eri in ballo... ma va bene così.

Alla fine sei abbastanza soddisfatto della tua prestazione: sei nella comodissima metà classifica (51° su 101 partiti sulla mediofondo) e hai spinto bene sia in salita che nella lunghissima seconda metà del tracciato in discesa/falsopiano.
Tra l'altro, viste forse le previsioni, l'esordio della prima edizione, il fatto che è forse troppo in là in stagione, vattelapesca, purtroppo si sono presentati alla partenza "soltanto" 164 atleti. Questo fatto (oltre ad essere un vero peccato in rapporto allo sforzo organizzativo profuso) si è trasformato per te che non corri con i più bravi, ma nemmeno nelle retrovie, in una gara quasi in solitaria. Se questa cosa nella prima parte non è stato un problema, un po' di aiuto nella seconda metà l'avresti ricevuto volentieri, invece di partecipare ad una granfondo no-draft.


All'arrivo hai avuto la felice sorpresa di una lussuosissima doccia calda (evento piuttosto raro nella tua personale esperienza) e un pasta party ottimo e abbondante dopo una fila pari a zero secondi.
E, con calma, dopo aver bevuto un caffè nel bar di fianco quasi vuoto, essere arrivato alla tua macchina parcheggiata a 100 metri dall'arrivo, ti sei mosso verso casa mentre cominciava ad arrivare la seconda parte del diluvio che è continuato poi per tutto il pomeriggio.
E' bastato questo a farti apprezzare enormemente le gare poco partecipate!

A parte gli scherzi, ti sei divertito molto, e l'appuntamento con una vera granfondo dal chilometraggio importante è solo rimandata all'anno prossimo.

lunedì 28 agosto 2017

Buon primo compleanno, Billy!

Tanti auguri a teeee,
tanti auguri a teeeeeeeee ...

Cominciamo da un simpatico aneddoto.
Quando a gennaio siete andati a fare una gita di due giorni al mare, su facebook hai postato un selfie di voi tre con il cane Billy (con voi da poco meno di un mese) con la scritta: Il primo selfie in tre e mezzo.
Qualche ora dopo hai dovuto modificare il post specificando che il mezzo è il cane, perchè qualcuno (in perfetta e comprensibilissima buonafede) aveva preso la frase come un annuncio un po' sghembo dello stato interessante della biondina.


Al tempo vi siete fatti una sana risata (il secondo figlio? No, no, #megliointre) ma in effetti, dopo qualche mese in cui Billy è entrato in casa vostra, un approfondimento va fatto.

Quando (in una fredda e buia sera di dicembre) siete andati a prenderlo, per scegliere tra i tre cani della cucciolata non avevate altro criterio se non la fortuna. Billy e i suoi due fratelli erano fisicamente identici.
E in quei dieci minuti in cui siete stati in quella stanza, non hanno dato particolare segno di interesse per i nuovi arrivati umani; continuavano a giocare tra di loro, prendendo in bocca tutto quello che trovavano.
Billy è stato l'unico che, mentre li chiamavate, ha provato ad avvicinarsi almeno un poco a voi.
Sembrava il più tranquillo.
... sembrava.
Poi si è visto come è finita, con un piccolo uragano per casa totalmente fuori controllo e talmente spericolato da rompersi una zampa saltando.

Ad oggi, piccolo inventario dei danni che ha creato (che tra cose che ha completamente distrutto o solo rovinato, non si salva nulla): matite, mollettoni per capelli, pupazzetti, calzini, mutande, cover del cellulare, giochi vari del Luca, il cinturino di un tuo orologio, pupazzi magnetici da frigorifero, soprammobili vari, il vostro copriletto ...
Poi, questi sono i suoi giochini (quelli attualmente in uso, perchè molti non sono più esistenti in quanto distrutti), che potete trovare dappertutto: nella sua cuccia, sui vostri letti, in cortile, nel piatto doccia.

Quel ratto enorme è leggermente inquietante.

Tra questi quello che usa più spesso è quella specie di cordone con la palla di gomma attaccata. E' già il terzo che gira per casa (perchè gli altri li ha già distrutti), e lui, oltre a morderlo là dove la plastica è più dura, per portarlo in giro se lo infila come una cravatta. DA SOLO.


Poi c'è da riportare il sistema che avete trovato per la notte. Perchè lui è talmente biondina-dipendente, che dormirebbe sempre nel vostro letto attaccato a tua moglie, e allora la sera, dopo il giretto in cortile per i bisognini, devi dividere la zona giorno dove dorme lui dalla zona notte con una rete metallica bloccata da dei pesi. E alla mattina, appena sente suonare la tua sveglia, si precipita appoggiato alla rete (che se non ti alzi alla svelta a toglierla, ti sveglia anche il quartiere a fianco).
Quindi si fa gli ultimi dieci minuti di coda del sonno in mezzo a voi due. Addio intimità mattutina ...

Che ci tocca fare ...

Ma al di là di tutti questi aspetti più o meno simpatici, c'è da dire che Billy è diventato un pezzo della vostra famiglia.
Dispensa leccate e affetto in quantità enorme, e vi stupisce sempre con la sua intelligenza e vitalità.

Buon primo compleanno Billy.
Grazie per essere il nostro migliore amico.